A caccia di nuove idee? Ecco come stimolarle
Non a tutti viene naturale individuare strade e soluzioni per differenziare la propria offerta. Un prezioso libro insegna una serie di strumenti per sviluppare proposte originali. Ve ne sveliamo alcune:
Alzi la mano chi non ha sentito, almeno una volta, la famosa frase «Per avere successo occorre differenziarsi». Per riuscirci, occorre essere dotati di una buona dose di creatività. E chi non ce l'ha? Niente paura: la può stimolare. «Nel campo della creatività - afferma Gianni Clocchiatti, facilitatore di gruppi creativi - è stata messa a punto una serie di tecniche, alcune delle quali davvero semplici, che permettono di facilitare la produzione di nuove idee e di cambiare il modo di pensare.
Già, perché se non si comincia a pensare in modo diverso non si riuscirà mai a fare business in modo nuovo». Clocchiatti ha riassunto in un libro (“Creatività per l'innovazione”, ed. Franco Angeli, pagg. 214, 21 euro) gran parte delle tecniche usate dai professionisti della creatività. E ha selezionato per i nostri lettori quelle più facilmente applicabili per chi vuole trovare nuove idee per sviluppare la propria attività. «Dietro il successo di un prodotto o di un servizio - spiega - c'è spesso un bisogno che nessuno aveva ancora soddisfatto. La tecnica migliore per identificarli è quella di mettersi nei panni degli altri. Provate a mettervi nei panni del vostro cliente, ragionando come se foste lui/lei. Chiedetevi cosa vorrebbe e pensate a come poter soddisfare la sua richiesta. Cominceranno a nascere nuove idee e qualche soluzione. Dopodiché, potrete fare la stessa cosa mettendovi nei panni dei fornitori, dei vicini di casa, dei negozianti vicini, dei vostri dipendenti o di chiunque vi crei un problema». Una tecnica simile è quella cosiddetta della “catastrofe”. Che ha il vantaggio di essere anche molto divertente. «Provate a immaginare cosa fareste per mandare in rovina il bar vostro concorrente. Vi verranno in mente le cose peggiori. Fatene un elenco. Dopodiché, pensate cosa fareste se capitasse a voi. Avrete preparato un perfetto piano anticrisi e individuato una serie di possibili aree di miglioramento per la vostra attività».
Chi sono quelli fuori?
«Un altro semplice esercizio - afferma Clocchiatti - è quello di provare a fare un elenco di tipologie di persone che da voi non entrano mai. Chiedetevi perché. Spesso scoprirete che non entrano perché non trovano nulla di adatto a loro. Penso per esempio ai celiaci, ai diabetici. Ma anche, più banalmente, a clienti che un bar ha e un altro no. Se si vogliono conquistare, occorre provare a pensare a cosa poter loro offrire per far sì che decidano di venire nel vostro locale».
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