Gestire il superlavoro ottimizzando i servizi
Catene e indipendenti fanno sempre maggior rincorso agli specialisti dell’outsourcing per abbatterei costi fissi.

La parola magica ha un suono anglosassone: “outsourcing”. In italiano sarebbe “esternalizzazione”, ma senza l’efficacia manageriale della lingua d’Albione. Per gli hotel l’outsourcing, cioè affidare la gestione di servizi a società esterne, sembra diventata la soluzione preferita per ridurre i costi e far fronte agli alti e bassi stagionali (che purtroppo, negli ultimi mesi, sono molto più bassi che alti). In Italia ci sono catene che hanno affidato molte funzioni in outsourcing, non soltanto la pulizia e il riordino delle camere o il facchinaggio, ma anche la conciergerie, l’amministrazione e la gestione delle soluzioni web, dal sito alle prenotazioni online. «Una soluzione che consente risparmi e una gestione più flessibile del personale - spiega Johanna Fragano, direttore dell’hotel Quirinale di Roma e presidente dell’Ehma (European hotel managers association, ehma.com) -.Noi per esempio, su circa 120 persone che lavorano nel nostro albergo, ne abbiamo un’ottantina assunte e una quarantina in outsourcing, che si occupano soprattutto della pulizia delle camere e del servizio ai tavoli».
Si tratta di servizi chiave, i più soggetti agli sbalzi stagionali o della congiuntura. «Organizziamo molti banchetti - aggiunge Fragano - e l’outsourcing ci consente di modulare la presenza del personale secondo le necessità, senza aggravi di costi. Quello che verifichiamo è che il personale goda del medesimo trattamento economico e inquadramento dei nostri assunti. E soprattutto richiediamo sempre le stesse persone: in questo modo creiamo una fedeltà, che si traduce anche in un servizio ad hoc per i nostri clienti, molti dei quali sono frequentatori abituali. Inoltre, garantiamo allo staff che lavora in outsourcing una formazione sul campo, che può essere utile nel momento in cui abbiamo necessità di rimpiazzare qualcuno del personale assunto che decide di dare le dimissioni». Appalto sì, ma di un intero servizio È opportuno però, a questo punto, chiarire alcuni aspetti. L’outsourcing vero e proprio si configura come l’appalto di un intero servizio che un hotel affida a una struttura esterna. Non è possibile, con questa forma contrattuale, definita in modo preciso dal Dl n. 276/2003 e rafforzata da una direttiva del ministero del Lavoro del settembre 2008, affidare solo una parte di un servizio in appalto. Se per esempio si decide di dare in outsourcing la pulizia delle camere, questa deve essere gestita completamente, e non solo in parte, da una struttura esterna. Né il personale impiegato può essere guidato da un capostruttura interno o dirottato su altri compiti Queste cautele sono state prese per evitare che l’outsourcing si trasformi in uno strumento di “pressione” sui lavoratori dipendenti. A gennaio Federalberghi ha pubblicato una guida (scaricabile gratuitamente dal sito federalberghi.it), intitolata “L’appalto di servizi nelle aziende alberghiere”, che in 137 pagine sviscera in tutti i suoi aspetti legali e contrattuali l’argomento. A questo proposito va ricordato che le strutture che hanno bisogno di personale per periodi limitati da affiancare ai loro addetti interni devono ricorrere alla formula della somministrazione di lavoro e rivolgersi ad agenzie interinali. Detto questo, l’outsourcing negli ultimi tempi stia prendendo forme sempre nuove. «Oggi, l’obiettivo è proporsi come veri e propri partner nella gestione» esemplifica Gabriele Di Falco, amministratore unico di Hotelvolver, un’unione d’imprese che si occupano di varie attività in appalto, dalle pulizie al facchinaggio, dal controllo strategico alla reception e alla portineria, per arrivare anche al web design e alla manutenzione e ristrutturazione delle strutture alberghiere.
Lo sviluppo è verso la partnership
«Partner nel senso “soft” del termine - specifica Di Falco - «in pratica consulenti del direttore, in grado di alleggerirlo da una serie di incombenze pratiche per dedicarsi meglio al core business, cioè alla parte commerciale. L’outsourcing, in sostanza, non deve essere visto soltanto come una risorsa per abbassare i costi, ma come un sistema per allargare l’ufficio». Hotelvolver (hotelvolver.com) conta, riunendo il personale di tutte le aziende associate, circa 1.500 dipendenti, e vanta clienti come Boscolo Hotels, catena che punta massicciamente sull’outsourcing per gestire le proprie strutture. «Ora stiamo pensando anche a nuovi servizi - dice Di Falco - come per esempio la possibilità di pagare una parte di servizi in cambio merce, offrendo una disponibilità di camere che noi possiamo rivendere on line attraverso il portale di prenotazioni martehotels.net, appena acquisito dalla nostra controllata Hotelbox Italia». In questo modo si allarga ancora di più l’accessibilità dell’outsourcing alle strutture alberghiere e si avviano nuove idee di sviluppo per questa attività.
Pianeta Hotel di Riccardo Oldani
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